Probabilmente, per quanto concerne il rapporto con le donne, la sua (René Mägli, Msc Basilea) è stata un’esperienza felice da piccolo. Così ci fa capire chi scrive il pezzo.
Non mi convince.
Non mi convince, leggendo e scorrendo più giù, questa cosa delle donne quasi sante, senza competizione, senza stimolo a recidere giugulari. Certo è, che sono, indipendentemente dalle propensioni sessuali, chiuse in un recinto senza uomini per cui farsi notare come passere al porto. E comandate comunque da un solo Ammiraglio di bordo, attempato e anche un po’ Big Brother se vogliamo. Lavorano tutte dentro un grande open space dove lui guarda, osserva e dirige. Mi piacerebbe sapere i ruoli, le carriere, le mansioni, di queste donne.
Questa dice, è la sua esperienza.
Questa dico io è la mia. Ho vissuto in ufficio dal quale sono fuggita per intolleranze cerebrali. Eravamo tutte donne. Si andava d’accordo, in qualche modo, ci si aiutava a vicenda e c’era solidarietà pura; il boss, il classico stronzo da manuale velato da bontà e magnificenza, dunque, veniva facile sorreggerci al momento giusto.
Perché fuggita. La tendenza delle donne in un ambiente completamente asettico da feromoni (forse) e competizione, fa respirare aria mediocre. Poche ambizioni. Uno status quo da mantenere, questo era l’unico obiettivo. Una specie di CIM autorizzato al femminile, dove ci si proteggeva l’una con l’altra e si accettava il pezzo di pane lanciato dal magnanimo datore, uno stratega di 7 anni con i suoi soldatini e le sue finte guerre. Era un potere da sovvertire, dettato da banalissima autorità, nessuna autorevolezza né competenza. Ci amava e proteggeva, dice lui. Qualcuno spero, prima o poi lo chiuda dentro un impianto di sanificazione per neuroni.
Le esperienze migliori in ambito professionale le ho ricevute quando gli ambienti erano complementari, il giusto equilibrio fisiologico e biologico.
La differenza di genere.
Da qui bisognerebbe ripartire consapevolmente e responsabilmente per superare gli anni ancora di crisi che verranno, per arrivare ad un modello societario e di management evoluto.
Poco credo alle isole felici. Esistono. Sono rare e poco esaltanti per uno scambio sociale equo e alla pari.

p.s.: per le femministe più agguerrite, i riferimenti alle passere e alla seduzione in ambito lavorativo è volutamente non casuale ma tendente alla sdrammatizzazione di una realtà pur sempre dei vecchi e futuri giorni.