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Donna Ritorna. Perche' nella continua emulazione dell'uomo, nell'esasperata ricerca di conferme sociali e civili, il tuo ruolo nel mondo, lo hai ceduto al caos, alla confusione dell'Umanita'. Nessuno e' capace di sostituirti, dunque, Donna Ritorna.

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6 mesi fa | 3 note

La modesta proposta (e pertinente) di Paola Bonomo

La solita annosa questione? No, semmai la solita questione di cui pochi parlano; deleteria per le aziende, per il nostro sistema sociale e che compromette l’equilibrio di un sistema lavorativo, di relazioni paritarie, basate su fiducia e incontro. Oltre ai medici compiacenti, di cui accolgo con favore la modesta proposta lanciata in questo post, così corretto e quanto mai necessario di questi tempi, metterei in standby per un po’ le false bisognose a rischio che abusano del sistema e che ingenerano un meccanismo “sfiduciario” verso chi fa scelte diverse. La denuncia deve partire da noi donne. Autocritica, rigore e trasparenza.

7 mesi fa | 43 note

Yemen. Le donne protestano contro il regime.

Un grazie a chi traduce, a chi ci informa, a chi fotografa e a chi riprende. La situazione delle donne nel mondo è ben diversa da quella ovattata e libera che viviamo dentro i confini del nostro paese. Lottiamo per diritti, il più delle volte, che a ben guardarli, dentro, sono solo pretese, sotto ogni più lucida analisi. 

9 mesi fa | 2 note

Assume solo donne. Un genio o un folle dittatore?

Probabilmente, per quanto concerne il rapporto con le donne, la sua (René Mägli, Msc Basilea) è stata un’esperienza felice da piccolo. Così ci fa capire chi scrive il pezzo.

Non mi convince.

Non mi convince, leggendo e scorrendo più giù, questa cosa delle donne quasi sante, senza competizione, senza stimolo a recidere giugulari. Certo è, che sono, indipendentemente dalle propensioni sessuali, chiuse in un recinto senza uomini per cui farsi notare come passere al porto. E comandate comunque da un solo Ammiraglio di bordo, attempato e anche un po’ Big Brother se vogliamo. Lavorano tutte dentro un grande open space dove lui guarda, osserva e dirige. Mi piacerebbe sapere i ruoli, le carriere, le mansioni, di queste donne.

Questa dice, è la sua esperienza.

Questa dico io è la mia. Ho vissuto in ufficio dal quale sono fuggita per intolleranze cerebrali. Eravamo tutte donne. Si andava d’accordo, in qualche modo, ci si aiutava a vicenda e c’era solidarietà pura; il boss, il classico stronzo da manuale velato da bontà e magnificenza, dunque, veniva facile sorreggerci al momento giusto.

Perché fuggita. La tendenza delle donne in un ambiente completamente asettico da feromoni (forse) e competizione, fa respirare aria mediocre. Poche ambizioni. Uno status quo da mantenere, questo era l’unico obiettivo. Una specie di CIM autorizzato al femminile, dove ci si proteggeva l’una con l’altra e si accettava il pezzo di pane lanciato dal magnanimo datore, uno stratega di 7 anni con i suoi soldatini e le sue finte guerre. Era un potere da sovvertire, dettato da banalissima autorità, nessuna autorevolezza né competenza. Ci amava e proteggeva, dice lui. Qualcuno spero, prima o poi lo chiuda dentro un impianto di sanificazione per neuroni.

Le esperienze migliori in ambito professionale le ho ricevute quando gli ambienti erano complementari, il giusto equilibrio fisiologico e biologico.

La differenza di genere.

Da qui bisognerebbe ripartire consapevolmente e responsabilmente per superare gli anni ancora di crisi che verranno, per arrivare ad un modello societario e di management evoluto.

Poco credo alle isole felici. Esistono. Sono rare e poco esaltanti per uno scambio sociale equo e alla pari.

p.s.: per le femministe più agguerrite, i riferimenti alle passere e alla seduzione in ambito lavorativo è volutamente non casuale ma tendente alla sdrammatizzazione di una realtà pur sempre dei vecchi e futuri giorni.